Accantonamenti Sardegna: firmato l’accordo Stato-Regione da 2,1 miliardi

di Francesca Matta

Roma. L’annosa questione chiamata “vertenza entrate” è arrivata al dunque. Nel pomeriggio di giovedì 7 novembre, al ministero degli Affari regionali, è stato firmato un accordo storico tra Stato e Regione Sardegna da 2,1 miliardi di euro. La somma entrerà nelle casse della Sardegna tra il 2020 e il 2033.

Più precisamente, l’accordo prevede la riduzione, a partire dal 2020, della quota di accantonamenti per un valore di 153 milioni: si passerà, quindi, da un contributo alle casse statali di 536 milioni a 333 milioni annui. Per quanto riguarda invece il pregresso del 2018 e 2019, si è stabilita una cifra di 412 milioni di euro da restituire all’Isola.

Tra gli altri punti, l’intesa prevede ulteriori risorse aggiuntive: 1,6 miliardi per un grande piano infrastrutturale che servira’ a colmare il gap in termini di strade, scuole e ospedali. Infine, si è parlato di 10 milioni annui per le Province e per 76 milioni destinati al ripianamento del disavanzo sanitario.

Immediato il commento del governatore Christian Solinas: “Ho firmato oggi l’accordo con lo Stato per la vertenza entrate. Sembrava una sfida impossibile ma l’abbiamo affrontata con tenacia e l’abbiamo vinta. Oltre due miliardi di euro saranno destinati allo sviluppo della nostra Isola restituendo dignità e orgoglio al popolo sardo. Fortza paris!”.

Dello stesso parere anche l’assessore alla Programmazione Giuseppe Fasolino: “Senza mai mollare e senza mai abbassare lo sguardo, abbiamo siglato l’accordo con lo Stato per la vertenza entrate, un’intesa da oltre 2 miliardi di risorse aggiuntive per il futuro della Sardegna. Abbiamo lavorato per raggiungere uno degli obiettivi più importanti di questa legislatura, nel rispetto dei nostri diritti, per ottenere le risorse necessarie al compimento del progetto di Sardegna che abbiamo in mente”.

Ma in aula consigliare non tutti sono d’accordo, a seguito della rinuncia dei ricorsi portati avanti fermamente dalla giunta Pigliaru che chiedeva la restituzione immediata di 485 milioni di euro di accantonamenti versati allo Stato ingiustamente, come confermato dalla Corte Costituzionale.

Il vicepresidente della Commissione Bilancio, Cesare Moriconi del PD, come riportato dall’Unione Sarda, attacca: “La rinuncia ai ricorsi significa perdere 400 milioni che lo Stato dovrebbe darci oggi”. Segue Emiliano Deiana, presidente dell’Anci: “I soldi dovuti sugli accantonamenti erano ben più di 400 milioni [mentre] l’accordo parte con miserrimi 7 milioni per il 2020”.

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