Regionali 2019, ecco come si vota (e quali errori evitare)

di Francesca Matta

Domenica 24 febbraio i cittadini sardi saranno chiamati a scegliere il nuovo Presidente della Regione e il Consiglio regionale. Le urne saranno aperte dalle ore 6:30 alle ore 22. Un voto molto importante, su cui potrebbe incidere la protesta dei pastori sardi, che da più di una settimana manifestano da nord a sud della Sardegna per il crollo del prezzo del latte. La sfida sembra essere tra Massimo Zedda (centrosinistra), Francesco Desogus (M5S) e Christian Solinas (centrodestra). Ma sui social è molto forte anche l’appoggio al nuovo partito autonomista di Andrea Murgia, AutodetermiNatzione.

» COME SI VOTA

  1. Per votare il Presidente della Regione ci sono due modalità: si può barrare solo il nome del candidato (in questo caso il voto non si estende a una delle liste collegate), oppure si può barrare solo il simbolo della lista (in questo modo il voto è dato in automatico al candidato presidente);
  2. per votare i Consiglieri regionali: bisogna barrare la lista di appartenenza del candidato e aggiungere il cognome di quest’ultimo accanto al simbolo. Si possono esprimere fino a due preferenze, ma i candidati dovranno essere della stessa lista e di sesso opposto (per la parità di genere).

» CHI SONO I CANDIDATI PRESIDENTE

Christian Solinas, candidato del centrodestra. È il segretario del Partito Sardo d’Azione e secondo gli ultimi sondaggi è dato come favorito con il 35% dei voti. A sostenerlo la coalizione composta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito sardo d’azione.

Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. È il candidato del centrosinistra ed è appoggiato dalla coalizione composta da Pd, Leu, +Europa e diverse liste civiche. È dato intorno al 30% dai sondaggi pubblicati negli scorsi giorni.

Francesco Desogus, bibliotecario di Cagliari candidato con il Movimento 5 Stelle, dato attorno al 25% secondo i sondaggi delle scorse settimane. A correre con un partito unico sono anche: Vindice Lecis, Sinistra sarda -Rifondazione comunista; Paolo Maninchedda, Partito dei sardi; Andrea Murgia, AutodetermiNatzione; Mauro Pili, Sardi liberi, unico attorno al 5%. Gli altri sono attestati attorno al 3% delle preferenze.

» VOTO DISGIUNTO

In Sardegna è previsto il voto disgiunto per poter votare una lista circoscrizionale e un candidato Presidente non collegati: si può barrare la lista di preferenza e il candidato presidente non collegato alla lista votata.

» PARITÀ DI GENERE

Per la prima volta, le liste dovranno rispettare il principio della parità di genere: è obbligatorio, quindi, che il numero delle donne candidate sia uguale a quello degli uomini. Per questo motivo, chi intende dare la propria preferenza a due candidati consiglieri, dovrà necessariamente scegliere un candidato uomo e una candidata donna.

» SISTEMA ELETTORALE

La legge elettorale sarda prevede un unico turno, senza ballottaggio: ciò significa che viene eletto presidente il candidato che prende più voti. Se il candidato raggiunge tra il 25% e il 40% dei voti, avrà un premio di maggioranza con cui le sue liste otterranno il 55% dei seggi; se supera il 40% dei voti, i seggi saranno il 60%. Se nessun candidato dovesse raggiungere almeno il 25%, non verrà assegnato alcun premio di maggioranza. Complessivamente saranno eletti 60 consiglieri regionali. La soglia di sbarramento è al 10% per le coalizioni e al 5% per le liste.

» CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI

Per garantire il rispetto della rappresentatività, la Sardegna è stata divisa in circoscrizioni elettorali, dette anche collegi: sono otto e corrispondono alle vecchie e nuove province. A ciascuna circoscrizione è attribuito un numero preciso di seggi in base alla popolazione.

  • Cagliari è il collegio più grande, con 20 seggi (quindi i partiti devono candidare 20 persone)
  • Sassari è composta da 12 seggi
  • Gallura, Nuoro e Oristano contano 6 seggi ciascuna
  • Sulcis registra 4 seggi
  • Medio Campidano è composta da 3 seggi
  • Ogliastra è il collegio più piccolo e conta 2 seggi

La legge elettorale stabilisce che ciascuna circoscrizione dovrà essere rappresentata da almeno un consigliere.

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