Regionali 2019, al Teatro Massimo il confronto tra Zedda e quei 600 giovani che partecipano alla politica

di Francesca Matta

Cagliari. Sabato 2 febbraio, dalle ore 16 il Teatro Massimo ha messo a disposizione la sua sala più grande per l’evento “Dai un consiglio alla Regione”, durante il quale decine di giovani hanno rivolto domande, consigli, critiche e speranze al candidato governatore del centrosinistra Massimo Zedda. L’incontro, organizzato dal raggruppamento di associazioni “Giovani uniti per Massimo Zedda Presidente”, è stato moderato dallo scrittore Flavio Soriga. E ha visto la partecipazione di ben 600 giovani – capienza massima della sala – che hanno voluto approfondire i temi più svariati: istruzione, cultura, lavoro, sociale, ambiente, turismo. 

Un’occasione per confermare la controtendenza storica che vede i giovani sempre più impegnati attivamente in politica. Come riportato dall’ultimo sondaggio a riguardo di Skuola.net, che aveva registrato la partecipazione alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 dell‘86% dei “nuovi elettori” – diventati maggiorenni da pochi anni e che non hanno potuto partecipare alla tornata elettorale del 2013. Un dato che supera quello generale dell’intero corpo elettorale che, secondo i numeri diffusi dal ministero dell’Interno, si attesta attorno al 75%.

È un vero e proprio boom di partecipazione attiva, che vuole farsi sentire. Prende appunti, si scrive le domande da fare, e cerca il confronto con i politici. In occasione delle Regionali in Sardegna c’era già stato un primo incontro del genere, lo scorso 12 gennaio nella chiesa di Santa Restituta a Cagliari, dove una decina di giovani avevano rivolto domande e approfondimenti sui temi più attuali a tutti i candidati in lista. Il tutto trasmesso in streaming.

Ma questa volta si è trattato di studenti universitari, alcuni già laureati, giovani lavoratori e impegnati in associazioni di vario tipo: dalla discriminazione di genere alla difesa dell’ambiente, al mondo delle startup e delle piccole imprese innovative. Come Lorenzo Caddeo, rappresentante di UniCa Lgbt, associazione studentesca che dal 2014 si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica locale (e non) sulle discriminazioni di genere. E proprio su questo tema chiede maggiore attenzione da parte della Regione, con una proposta di legge scritta da Farmacia Politica insieme al contributo di ARC Cagliari, AGedO Cagliari, Movimento Omosessuale Sardo. Zedda, di tutta risposta, propone una legge regionale a riguardo: “L’estensione dei diritti a tutti e a tutte non ha mai fatto male a nessuno. Bisogna ripristinare il senso di civiltà e tenere alta la bandiera dei diritti”, sostiene.

Non poteva mancare il tema del lavoro, subito sollevato da  una studentessa-lavoratrice che non fa sconti a nessuno: “Vorrei sapere perché uno studente, che vuole finanziare da sé i propri sacrifici, deve essere costretto ad accettare un vero e proprio ricatto sul posto di lavoro, con turni da 16 ore al giorno senza la pausa pranzo, pur di realizzarsi professionalmente?”. Risponde il candidato governatore: “Servono controlli capillari, con sanzioni per chi sfrutta i propri dipendenti. Ma è necessario anche far tornare i nostri giovani emigrati in Sardegna, con il programma Master and Back. Poi vanno avviate le riqualificazioni urbane, che trovo necessarie: a Cagliari, ad esempio, il restyling di corso Vittorio Emanuele o del lungomare Poetto ha portato alla nascita di nuove attività, con l’aumento di posti di lavoro”.

Si passa poi all’istruzione, altro focus carissimo agli studenti presenti in sala. “Voglio una legge sull’Istruzione – afferma Zedda -, che deve essere accompagnata da un regolamento sulla formazione professionale. Come accadeva negli anni ’60 con il pre-salario, per cui si stanziavano finanziamenti perché tutti i giovani  – anche delle classi sociali meno abbienti – potessero andare a scuola e iscriversi all’università. E per farlo servono nuovi spazi: guardate la Mem, in primavera gli studenti si siedono nei tavolini del bar a studiare, socializzare e fare comunità. Voglio replicare lo stesso modello a livello regionale”. E rivolgendosi alle Giunte precedenti (compresa quella uscente): “Se manca una legge sull’Istruzione non è colpa di Roma, ma di via Roma”.

Molto sentita, infine, anche la prevenzione in ambito sanitario, tema sollevato da Fabrizio, al quarto anno di Medicina. “Sanità vuol dire incentivi sulla vita salutare, edilizia sportiva, attività fisica – afferma Zedda – . Vogliamo replicare in Regione ciò che abbiamo già fatto a Cagliari. Deve esserci una mensa in tutte le scuole e università, che sforni cibo sano, e non hamburger con salse annesse. Serve una rete territoriale che comprenda case della salute in ogni centro abitato, altro modo per combattere lo spopolamento. Perché è anche con questi servizi che si creano opportunità di lavoro in quei paesi”.

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