Cagliari da infarto: batte l’Atalanta ed è virtualmente salvo

 

di Sandro Bandu

 

Certo che non si può dire che Fabio Pisacane non ami il rischio e le sorprese.

Contro l’Atalanta ti aspetti al centro dell’attacco Borrelli, Kilicsoy o Belotti e invece toglie fuori dal cilindro il giovanissimo Paul Mendy e lo mette in campo.

Tutti si aspettavano sulla fascia destra la rivelazione del campionato, tal Marco Palestra, e cosa fa Pisadog?  Lo lascia in panchina.

Forse è stata questa la chiave della partita: il mister atalantino Raffaele Palladino si aspetta il solito Cagliari Palestra-dipendente e chiuso in difesa, e invece viene spiazzato da una formazione audace con dentro in campo Sebastiano Esposito, Mendy, Folorunsho e Gaetano in regia; in mezzo al campo Deiola e Adopo a fare legna.

Al centro della difesa Mina e Rodriguez, mentre Zé Pedro e Obert a proteggere le fasce.

All’inizio della partita i tifosi rossoblù leggono la formazione e l’incredulità, e forse anche il panico, si palesa nelle facce di tutti, la domanda sorge spontanea: non c’è Palestra, perché?

Forse sta male, non è possibile che sia fuori formazione: sconfitta sicura.

Perché Mendy in campo?

E invece…

Pronti via: 1.2.3.4.5.6.7…..16 secondi: Adopo sulla fascia destra, quella di Palestra, si mangia Kolasinac e mette al centro per Mendy che di testa batte Carnesecchi.

Tripudio alla Unipol Domus, ma con la consapevolezza che il gol è arrivato troppo presto: non si può resistere un’intera partita contro l’armata bergamasca.

 

 

Ma le sorprese non sono ancora finite: 8’, angolo per il Cagliari: la palla arriva al centro dell’area ospite, in mezzo come al solito regna la confusione e attaccanti e difensori si spingono, la sfera sembra una pallina da ping-pong, carambole da tutte le parti, qualcuno non la prende, ma c’è ancora lui in agguato, Paul Mendy, 19 anni, che è il più lesto e tira verso la porta e, complice una deviazione di Djimsiti, infila per la seconda volta il portiere ospite.

Apriti cielo: l’Unipol Domus è una bolgia, adesso i tifosi cagliaritani cominciano a sperare e forse a fare calcoli.

11’, iniziano le scaramucce tra Mina e Scamacca, due tipi poco raccomandabili: chissà perché Scamacca a un certo punto sferra una gomitata, a gioco fermo, a quel brav’uomo di Mina, che stranamente crolla a terra.

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Ma la partita è appena iniziata e purtroppo Mina non ha una buon nomea tra gli arbitri: il fallo sarebbe da espulsione, ma evidentemente l’arbitro Sacchi non se la sente di buttare fuori il centravanti atalantino.

I battibecchi tra i due continueranno per tutta la partita, ma Sacchi non ci bada più di tanto, conoscendo i due giocatori.

Comunque sia l’Atalanta è frastornata dall’uno-due del Cagliari e non sembra reagire più di tanto.

Anzi è il Cagliari, al 29mo, che ha l’occasione per triplicare: Mendy, ancora lui, ruba palla a centrocampo e lascia per Esposito che allarga a destra su Adopo, il quale mette al centro per Deiola, ma quest’ultimo si fa anticipare da De Roon.

Adesso, però, l’Atalanta comincia a rodare ed è padrona del gioco, la qualità non manca, ma il Cagliari sembra reggere bene, ma fino al 40’, quando Scamacca, con un bel tiro a giro all’incrocio sulla destra di Caprile, segna l’1-2.

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Il Cagliari entra in bambola e i neroazzurri ne approfittano.

Allo scadere del primo tempo, infatti, ancora Scamacca segna il pareggio in seguito a una bella azione corale degli ospiti.

 

 

Scamacca è la vera bestia nera del Cagliari: doppietta all’andata e anche oggi qui a Cagliari si ripete.

L’arbitro Sacchi concede 5 minuti di recupero.

Le squadre rientrano negli spogliatoi e i tifosi rossoblù già temono una disfatta nel secondo tempo.

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L’Atalanta nel finire della prima frazione di gioco ha mostrato di che pasta è fatta e che può fare del Cagliari un sol boccone.

Inizia il secondo tempo: in campo non rientra Mendy, l’eroe rossoblù del primo tempo: al suo posto Borrelli.

Ma come è successo nel primo tempo, il Cagliari azzanna e sorprende gli ospiti: Folorunsho prende palla dal limite dell’area ospite, supera un paio di avversari e tira in porta, Carnesecchi respinge ma Borrelli ribadisce in porta e segna il 3-2. 

 

 

Palladino mister atalantino, al 56’, cambia qualcosa e mette in campo l’artiglieria pesante: fuori Zappacosta e Bellanova, due difensori, ed entrano Zalewski e Krstovic.

Il Cagliari risponde e si protegge: entrano Palestra e Sulemana in luogo di Deiola ed Esposito.

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IL Cagliari ora regge e non subisce più di tanto.

Al 73’ l’Atalanta opera altri due cambi: escono De Roon e Kolasinac ed entrano Ederson e Kossounou.

Il Cagliari invece deve sostituire l’infortunato Rodriguez con Dossena.

Al 77’ si infortuna anche Borrelli e Pisacane lo sostituisce con Bellotti applauditissimo dai tifosi cagliaritani.

Un minuto dopo, proprio Bellotti ha l’occasione per chiudere la partita: scivolone in mezzo al campo di Scalvini che gli apre una prateria nella metà campo avversaria, il centravanti rossoblù si invola tutto solo davanti a Carnesecchi, cerca di aggirarlo con un dribbling ma la palla gli sfugge ed è recuperato dalla difesa bergamasca.

 

 

Peccato, era l’occasione giusta per chiudere la partita.

L’Atalanta, scampato il pericolo, si butta in avanti e in più di un’occasione sfiora il pareggio.

All’80’ Pasalic in rovesciata sfiora il palo destro di Caprile.

All’83’ ci prova Raspadori, ma Caprile para miracolosamente.

All’89’ colpo di testa di Scamacca ma Sant’Elia Caprile è ancora pronto a respingere.

L’arbitro Sacchi concede ben 7 minuti di recupero che diventeranno 8: un’eternità!

Al 90’+7 ancora un’occasione per gli ospiti, ma Caprile dice ancora No: ancora una volta monumentale!

Ultimo brivido: nel parapiglia dell’ultima azione il VAR ferma l’arbitro per un sospetto mani in area cagliaritana, ma subito dopo la revisione si accerta che tutto è in regola.

L’arbitro Sacchi, finalmente, fischia la fine dell’incontro.

È finita davvero e con questa vittoria il Cagliari è virtualmente salvo anche se non matematicamente: a quattro giornate dalla fine la Cremonese, terz’ultima in classifica, è a 8 punti, mentre il Lecce è a 7 punti: verosimilmente una tra queste due squadre andrà a fare compagnia al Verona e Pisa in serie B.

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Il presidente Giulini ha vinto la sua scommessa puntando sul tecnico Pisacane e su un nugolo di giovani promettenti, ma non si può vivacchiare ogni stagione e arrivare alle ultime giornate per vedere la salvezza.

Speriamo che gli americani investano davvero sul Cagliari e non pensino solo al nuovo stadio: la società, la città, la Sardegna e i tifosi meritano di più!

 

Foto Galleria di Enrico Locci

Studio Fotografico Decimomannu via Nazionale 59\b

 

 

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