Decimomannu. Pranu mannu: l’isola nell’isola
di Carla Cossu
Le notizie riportate in questo articolo riguardanti l’aspetto floristico e ambientale di Pranu mannu, isola amministrativa di Decimomannu, situata nella piana del Cixerri, provengono da due ricerche floristiche eseguite dalla scrivente a Pranu mannu (Cossu, 2024) e pubblicate nella rivista scientifica mediterraneaonline.eu/naturalistica
In bibliografia non risultano lavori svolti su questo territorio, fatta eccezione per numerose analisi floristiche eseguite nelle zone circostanti, ricadenti nei Monti del Sulcis (Bacchetta et al., 2000).
La presenza in loco di un vulcano spento, Monte Truxionis, gli conferisce una certa importanza geologica e vulcanologica. È censito con codice VL 18 nella mappa dei vulcani spenti presenti in Sardegna. Presenta una composizione geologica a daciti e risale a circa 29 milioni di anni fa (AA.VV., 2015).
Sulla cima sono presenti i resti di un villaggio nuragico con annesso nuraghe risalente all’età del bronzo. In località Mitza di M. Truxionis, è stata rinvenuta una tomba a corridoio, forse di età prenuragica, una allée couverte, precursore delle tombe dei giganti nuragiche e anche una necropoli romana (Secci, 2005).

Questi ritrovamenti, però, non è certo se appartengano a Decimomannu o al paese di Villaspeciosa, in quanto il confine tra i due territori non è ben delineato.
I diversi rilevamenti eseguiti, nell’arco di diversi anni, hanno evidenziato diverse fasce vegetazionali, partendo dalla SP2 pedemontana fino ad arrivare alla zona di Monte Nou rientrante nella zona Sic del Parco di Monte Arcosu.
Si distingue una zona a gariga formatasi in passato dal pascolo brado e dalle coltivazioni agrarie che hanno provocato una riduzione del manto boschivo lasciando a vista, in alcuni casi, affioramenti rocciosi e una formazione a macchia mediterranea con due suddivisioni: macchia bassa e macchia alta.

Le specie rinvenute nella fascia a gariga sono per lo più specie erbacee, soprattutto poacee come avena selvatica (Avena fatua), piumino (Lagarus ovatus), orzo selvatico (Hordeum murinum) e asteracee con o senza spine come carciofo selvatico (Cynara cardunculus subsp. cardunculus), carlina corimbosa (Carlina corymbosa), onopordo maggiore (Onopordum illyricum), pratolina annuale e comune (Bellis annua e Bellis perennis), elicriso (Helichrysum italicum subsp. tyrrhenicum) per citarne alcune.
Tra la gariga e la macchia bassa troviamo diverse specie arbustive come olivastro (Olea europaea), diverse specie di cisto (Cistus sp.pl.), euforbia (Euphorbia sp.pl.), fillirea (Phyllirea sp.pl.), erica (Erica sp.pl.), ginestre (Genista sp.pl., Cytisus sp.pl.), lavanda selvatica (Lavandula stoechas subsp. stoechas), lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis), artemisia arborea (Artemisia arborescens).
La presenza di una vasta formazione di inula viscosa (Dittrichia viscosa), conosciuta in sardo come “frisia” ha consentito di attribuire ad un’area delimitata il nome di “Medau is frisias”, in prossimità di Serra Longa.
Segue una zona a macchia alta caratterizzata per lo più da sclerofille sempreverdi a portamento arbustivo e arboreo, con altezze che variano dai 50 cm ai 4 m, che presentano per lo più foglie coriacee e lucide, adattamento al clima mediterraneo.
Le più rappresentative sono leccio, sughera e roverella (Quercus ilex, Q. suber e Q. pubescens), carrubo (Ceratonia siliqua), lentisco (Pistacia lentiscus), corbezzolo (Arbutus unedo), fillirea (Phyllirea sp.pl.) e alcune specie di ginepro (Juniperus oxicedrus).
Si segnala, inoltre, nel sottobosco, il rinvenimento di alcune specie erbacee e arbustive di un certo interesse naturalistico, come ambrosinia di Bassi (Ambrosinia bassii), presente solo in Sardegna e in Sicilia, che per la sua rarità è stata inserita nella Lista Rossa della flora italiana IUCN (2020) con la sigla NT cioè quasi a rischio di estinzione.
È presente anche il gigaro sardo-corso (Arum pictum subsp. pictum) un tempo considerato un endemismo sardo-corso ma oggi più diffuso sul territorio sardo, inserito nella Lista Rossa IUCN con la sigla LC, cioè a minor rischio.

Si segnalano diverse orchidee e il ciclamino primaverile (Cyclamen repandum subsp. repandum) tutelati a livello nazionale (CITES, 2023).
La presenza di un basso numero di endemiche, come ginestra efedroide (Genista ephedroides) endemismo sardo, poligono scopario (Polygonum scoparium) endemismo sardo-corso, euforbia del Cupanii (Euphorbia pithyusa subsp. cupanii) endemismo sardo-siculo, dimostra come l’azione antropica abbia determinato una selezione di forme rustiche in grado di adattarsi sia alle modificazioni del suolo sia al continuo degrado ambientale.
L’obbiettivo di questo lavoro è quello di far conoscere la flora di questo territorio attraverso le sue componenti ambientali per meglio tutelarla e valorizzarla.



