“Icons”: 100 immagini di Steve McCurry per la prima volta in Sardegna

Il Palazzo di Città di Cagliari riapre i battenti con una retrospettiva sul grande fotografo statunitense

Locandina "Icons" Steve McCurry

Dopo il lungo fermo dovuto all’emergenza sanitaria, i Musei Civici di Cagliari riaprono la loro sede nel Palazzo di Città con un’importante mostra fotografica dedicata al famoso Steve McCurry. La retrospettiva Icons ripercorre la carriera del fotografo statunitense tramite 100 immagini che arrivano per la prima volta in Sardegna dopo aver fatto tappa in varie città italiane negli scorsi cinque anni.

Già programmata in era pre-Covid, la mostra è promossa dal Comune di Cagliari e organizzata da CIVITA in collaborazione con Fondazione di Sardegna e Sudest57. Un’esposizione che non ha mancato di suscitare anche varie polemiche da parte dell’opposizione. In discussione, gli alti costi (ancora più gravosi dopo il lockdown) e la mancata attenzione da parte del Comune a far ripartire questa importante sede espositiva della città coinvolgendo piuttosto degli artisti nostrani.

L’inaugurazione virtuale si è tenuta nel pomeriggio del 12 giugno, tramite una diretta Facebook, nella pagina ufficiale del Palazzo di Città. L’evento ha visto la partecipazione del Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e dell’Assessora alla Cultura Paola Piroddi, che vedono negli scatti di McCurry un’importante opportunità per la città di ripartire culturalmente dopo la pandemia del coronavirus. Immagini che, più che mai in questo momento, si fanno portatrici di un messaggio di universalità del genere umano, celebrandone le variegate culture.

Steve McCurry
Steve McCurry

La presenza più importante durante il vernissage è stata quella della curatrice Biba Giacchetti e soprattutto dello stesso Steve McCurry, collegato in diretta da New York. Giacchetti ha illustrato il filo conduttore della mostra, quello emozionale, che permette di accostare foto scattate in momenti e luoghi diversi in base alle sensazioni che producono nello spettatore. Tra queste, anche la famosissima Ragazza afghana immortalata dal fotografo nel 1984: diventata una foto famosissima, McCurry ricercò la giovane per anni, ritrovandola solo nel 2002. Questa storia e altri retroscena dei suoi famosi reportage sono testimoniati all’interno dell’esposizione grazie alla proiezione di alcuni video inediti. McCurry durante la diretta ha invece parlato della sua storia: la voglia di viaggiare fin da giovane, l’anno in Europa e quelli in India, l’esperienza importantissima dell’Afghanistan e infine gli ultimi mesi all’insegna della pandemia e la loro valenza nel mondo della fotografia.

La retrospettiva è visitabile al Palazzo di Città ogni giorno (lunedì escluso) dalle 10.00 alle 20.00; è obbligatoria la prenotazione per consentire la visita a un numero massimo di 15-18 persone per turno.

Marta Melis

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