“Remontada” Cagliari: i rossoblù ora sognano l’impresa salvezza

Gli uomini di Semplici hanno agganciato Benevento e Torino (una gara in meno) al quartultimo posto in classifica a cinque gare dalla fine del campionato

Di Alessio Caria

Nuvole meno fitte, cielo più chiaro e primi raggi di sole dopo la terribile tempesta. Quando mancano ormai soltanto cinque turni al termine del campionato, la nave Cagliari, un tempo alla deriva, sembra aver finalmente intrapreso la tanto attesa inversione di rotta nelle agitate e profonde acque della Serie A.

Numeri

“Three is a magic number”, ripeteva nel proprio ritornello una celebre canzone. Tre come le vittorie consecutive ottenute dai rossoblù contro Parma, Udinese e Roma. Successi che hanno permesso di agganciare a quota 31 punti in classifica i prima lontani Benevento e Torino (ancora in attesa di recuperare la sfida con la Lazio). Tre come i gol in campionato di un Marin sempre più trascinatore nelle comode vesti di mezzala e di Lykogiannis, autore della rete che ha aperto le danze nel 3 – ancora una volta – 2 con i giallorossi di Fonseca. Un numero ricorrente in un Cagliari che, a partire dalla romantica vittoria allo scadere sugli uomini di D’Aversa, ha definitivamente riaperto quei discorsi salvezza che parevano ormai archiviati.

 

 

Testa, cuore e garra, insomma. Quella di un Nandez tuttofare, di un Carboni ritrovato e protagonista della seconda esplosione in rossoblù e di un Joao Pedro formato recordman. Secondo brasiliano dopo Kakà ad aver realizzato almeno 15 reti in massima serie per due annate consecutive, il capitano isolano è il leader carismatico della rosa di Semplici. Un bomber dai centri pesanti, insomma, come quelli messi a segno alla Dacia Arena e nell’ultimo, prezioso successo della Sardegna Arena. L’uomo in più capace di agire spesso tra le linee nel consolidato 3-4-1-2 del tecnico toscano senza dare alcun punto di riferimento agli avversari.

Carattere

Napoli, Benevento, Fiorentina, Milan e Genoa. Quasi una filastrocca calcistica da ripetere a memoria e in continuazione nella testa di ogni rossoblù. Cinque battaglie decisive per cercare di trionfare nella complicata guerra salvezza. Un mini-campionato ricco di scontri diretti in cui gli isolani dovranno cercare di limitare al minimo le mai abbandonate disattenzioni difensive – 56, finora, le reti subite in A (quinta peggior difesa del campionato al pari del Torino) – e rafforzare un ritrovato approccio positivo ad ogni match. Ciò che era mancato in 19 delle 30 partite disputate prima del 4-3 della svolta sul Parma, quando Joao Pedro e compagni erano sempre passati per primi in svantaggio.

Vincere, si sa, aiuta a vincere. E dopo aver riaperto la corsa salvezza con uno scatto improvviso, ora il Cagliari vuole portare a termine quell’operazione rimonta che, fino a poco tempo fa, sembrava soltanto uno sbiadito miraggio.

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