Uta. Un giardino per Emanuela: il racconto di una giornata speciale
Gli studenti dell’Istituto ricordano Emanuela Loi,
l’agente della scorta di Borsellino, tra commozione e voglia di legalità
di Chiara Fois
Venerdì scorso, noi ragazzi delle classi 3B, 3C e i bambini della 4D abbiamo partecipato a un evento molto importante: l’inaugurazione della piazza dedicata a Emanuela Loi.
È stata una mattinata divisa in due momenti: una prima parte pubblica e una seconda, più intima, dedicata a noi studenti all’interno della sala consiliare.

Le parole dei familiari
L’incontro è iniziato verso le 10:00 con il saluto del sindaco Giacomo Porcu, che ha ringraziato tutti i presenti e la famiglia Loi.
Ma il momento che ci ha colpito di più è stato quando hanno preso la parola i fratelli di Emanuela, Marcello e Claudia.
Marcello ci ha ringraziato per essere lì e ci ha ricordato che quel parco non è solo un nome su una targa, ma un modo per tenere vivo il ricordo di sua sorella attraverso di noi.
Sua sorella Claudia, invece, ci ha raccontato chi era Emanuela nella vita di tutti i giorni. Ci ha svelato un particolare che non sapevamo: la famiglia non sapeva che lei facesse parte della scorta di Paolo Borsellino.
In quei giorni del 1992, Emanuela era in Sardegna in vacanza; stava poco bene e il medico le aveva detto di restare a riposo fino al lunedì.
Lei però, per senso del dovere, ha voluto ripartire subito per Palermo. Se fosse rimasta a casa solo un giorno in più, si sarebbe salvata dalla strage di via D’Amelio.
I nostri lavori e il viaggio della legalità
Dopo queste testimonianze così toccanti, è toccato a noi. Abbiamo letto i nostri pensieri e mostrato i lavori sulla legalità realizzati durante l’anno.
È stato poi proiettato il docufilm “La rotta mediterranea alla legalità”.
Il video raccontava un viaggio fatto l’anno scorso a bordo della Samurai Jack, una barca che un tempo apparteneva alla mafia (veniva usata per trasportare droga) e che oggi è diventata un simbolo di libertà.
Infine, abbiamo assistito alla presentazione del libro “Da un’isola all’altra: un destino infranto”.
Perché non dimenticare
Emanuela Loi non è stata solo una vittima della mafia, ma una donna coraggiosa che ha fatto compiti difficili: ha protetto l’abitazione del Presidente della Repubblica e ha piantonato persino dei boss mafiosi in ospedale.
Spero che questo racconto aiuti anche voi lettori a riflettere su quanto sia importante il suo esempio. Ricordare Emanuela significa scegliere, ogni giorno, di stare dalla parte della giustizia.







