Uta. Il bilancio del sindaco Porcu a metà del suo mandato

di Sandro Bandu

Intervista al sindaco di Uta Giacomo Porcu (foto Mare)
(foto Mare)

Giacomo Porcu, 43 anni, impiegato alla Banca Intesa, convive con…. dalla quale 2 anni fa ha avuto un figlio, è sindaco di Uta dal giugno 2015. Abbiamo quindi superato il giro di boa e gran parte del programma stilato dalla lista civica “Inversione a Uta”, di cui è espressione, è stato svolto o è in cantiere. Lo incontro nel palazzo comunale e inizia una lunga chiacchierata.

Signor Sindaco, siamo a metà del mandato: possiamo fare un primo bilancio?
“Se dovessi fare un bilancio da sindaco mi riterrei soddisfatto; se invece dovessi ragionare come un semplice cittadino, come il signor Giacomo Porcu, vedrei molti margini di miglioramento”.

Come sono i rapporti con la minoranza?
“La minoranza, purtroppo, si è distinta più per le assenze e per le critiche personali al sottoscritto, che per fare proposte costruttive. Mancano puntualmente nelle riunioni dei Consigli Comunali e sono clamorosamente mancati anche in occasioni importanti per la vita del nostro Comune: non hanno partecipato e votato a ben due bilanci di previsione e nell’ultimo rendiconto. Ripeto, la loro linea d’attacco è contro il sindaco, con critiche personali e spesso senza documentare quello che dicono. Questi comportamenti dispiacciono e, purtroppo, contribuiscono ad allontanare la gente dalla politica, perché il cittadino vede solo liti e poco costrutto”.

La sua è una lista civica, ma lei che ideologia ha?
“Vede, io sono a capo di una lista civica e per me conta solo l’aspetto politico di Uta. Questa è una domanda che mi fanno in molti: io sono per l’uguaglianza, il rispetto e per il sostegno dei ceti deboli, e questi, come è noto, sono temi cari alla sinistra, ma sono anche per il sostegno alle imprese, argomento questo sempre sostenuto dalle destre. Ecco i miei avversari non sanno come attaccarmi perché non porgo loro il fianco, non do riferimenti o argomenti utili per le loro invettive politiche”.

Ci spiega cosa avete fatto finora?
“Dal punto di vista politico uno dei nostri punti forti è stato quello di far uscire Uta dall’isolamento in cui si trovava. Per questo ci siamo battuti affinché il nostro Comune entrasse a tutti i costi nella “Città Metropolitana di Cagliari”. Ma questo non solo per una mera questione politica, ma soprattutto per captare finanziamenti che stanno già arrivando. Recentemente proprio dalla Città Metropolitana ci sono stati assegnati 1.500.000 euro che ci hanno consentito di realizzare delle opere importanti: la prima riguarda l’impianto sportivo “Bascus Argius”, dove impegneremo la bella somma di 640.000 euro, e che prevede il rifacimento del manto in erba sintetica nel campo sportivo. Vorrei ricordare che tutti i miei predecessori, da quando è stato costruito questo impianto, nel 1990 ndr, l’hanno sempre inserito nel loro programma ma non sono mai riusciti a realizzarlo. Sarà paradossale ma noi non lo avevamo inserito nel nostro programma e, invece, lo stiamo concretizzando! Sempre in questo impianto sportivo sistemeremo la copertura dello “Skate Park”; apriremo il cantiere per la messa in sicurezza ed efficientamento energetico della scuola primaria e secondaria (440.000 euro); provvederemo a mettere in sicurezza la strada S. Ambrogio che collega allo svincolo SP 2 (400.000 euro). Inoltre con nostri finanziamenti abbiamo aperto quattro cantieri stradali per sistemare il manto stradale, le cunette e i marciapiedi delle vie Stazione, via Regina Margherita, via Sulis e via Monte Granatico, in quest’ultima sistemeremo anche i sotto servizi, l’illuminazione pubblica e realizzeremo il primo tratto della pista ciclabile. Altra opera importante è stata quella di portare l’illuminazione pubblica nel rione “Riu Nostu” che i cittadini residenti aspettavano da ben 40 anni”.

Altri progetti in cantiere?
“Sì, abbiamo in cantiere la realizzazione del Nuovo Plesso scolastico grazie al Progetto Regionale Iscol@, per il quale abbiamo ricevuto un finanziamento di 10 milioni di euro. Verrà realizzato un Campus nell’area ex Agris, di circa 4 ettari, e dove troveranno dimora la scuola materna, primaria e secondaria, con la particolarità che tutti gli edifici saranno a disposizione dell’intera popolazione utese, che potrà usufruire del teatro, dei laboratori e così via. In questo progetto siamo nella fase in cui è stata nominata la Commissione che dovrà valutare il progetto migliore (ne sono pervenuti ben undici dal continente e anche da altre nazioni europee). Se tutto andrà bene i lavori inizieranno nel 2019 e dovranno concludersi entro il 2021. Questo è un progetto che più degli altri ha entusiasmato l’intera popolazione utese, ma anche in questo caso la minoranza ha lanciato critiche pretestuose, senza nessun fondamento, giusto per gettare fango su una grande opera che darà lustro al nostro paese”.

Per il delicato problema della disoccupazione?
“Purtroppo qui i Comuni non possono fare granchè. Mi ha stupito, però, la poca partecipazione al bando “De Minimis”, mi aspettavo più partecipazione: si sono presentate solo tre imprese e quasi la metà del finanziamento non è stato assegnato. Come Ente locale possiamo indirizzare i nostri cittadini, appoggiandoci a progetti regionali. Recentemente sono stati proposti eventi di presentazione degli obiettivi e delle progettazioni partecipate dell’Operazione Unire le competenze e dell’Operazione Sviluppo Comune, finanziate dalla Regione Autonoma della Sardegna. Queste operazioni hanno lo scopo di promuovere percorsi formativi e accompagnamento alla creazione di impresa nella Green & Blue Economy per quanto riguarda il settore turistico, dell’artigianato e quello dell’agrifood, della valorizzazione dei beni culturali e naturali del territorio dei Comuni di Assemini, Elmas, Decimomannu, Uta e delle Unioni Comunali del Basso Campidano e dei Nuraghi di Monte Idda e Fanari”.

Per il rilancio dell’agricoltura?
“Stiamo trattando con la Regione per ottenere lo sfruttamento dell’acqua della diga “Genna Is Abis”, che potrebbe alimentare gran parte dei terreni del Distretto irriguo Uta nord; se riuscissimo in questo intento potremo dare risposta a tanti giovani e imprese già esistenti e, tra l’altro, molto capaci nelle loro attività”.

Fasce fluviali: a che punto siete?
“Oggi sono più ottimista. Con la Regione e l’Autorità di Bacino abbiamo intrapreso un dialogo costruttivo per una verifica legata al rischio idrogeologico. Nel 2013, con il Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, vennero imposti per Uta pesanti vincoli per circa il 70 per cento del territorio. Da quando si è insediata la mia amministrazione abbiamo trattato con il Comitato Istituzionale e due nostri studi di dettaglio sono stati ritenuti validi, anche perchè nel Piano Stralcio delle Fasce Fluviali vi erano evidenti errori materiali. Adesso nel Piano sono state deliberate nuove norme d’attuazione sulle aree agricole che in futuro consentiranno di poter riprendere a investire e ad avere nuovi insediamenti anche in zone ad alto rischio idrogeologico, rispettando i futuri contratti di fiume”.

Parliamo adesso dei suoi componenti di Giunta e di maggioranza: tutti promossi a pieni voti?
“Sì certo, senza alcun dubbio. Tutti da 10, abbiamo avuto solo un avvicendamento in Giunta: l’assessora ai Servizi Sociali e alla Cultura Sara Pani, ha dovuto dimettersi dall’incarico per motivi di lavoro ed è stata sostituita da Michela Foddis. Sara Pani, comunque, sta confermando il suo prezioso contributo anche da consigliere comunale”.

Ultima domanda: a qualcosa da chiedere ai suoi concittadini?
“Ai miei concittadini chiedo di essere più presenti negli incontri che facciamo a fine anno per fare il punto della situazione: è un momento in cui ci si confronta e dai quali possono arrivare proposte e idee brillanti. È meglio, però, puntualizzare il fatto che i cittadini presentino proposte di interesse collettivo e non di mera questione personale: per quest’ultime è meglio utilizzare altri canali e gli uffici deputati”.

Vulcano n° 96

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