Decimomannu, in parrocchia e al palazzetto riprendono le messe

Messa al Palazzetto dello sport di Decimomannu

Tenere alta la guardia, ma tornare pian piano alla normalità.

Queste le parole d’ordine a partire dal 18 maggio, giorno in cui sono riprese in tutte Italia le messe. La CEI (Conferenza Episcopale Italiana), l’assemblea permanente dei vescovi italiani, ha messo a punto assieme al Governo e al Comitato scientifico un nuovo protocollo per le funzioni religiose, da svolgere secondo criteri di sicurezza e distanziamento sociale anti Covid-19.

Nel dettaglio, il documento ha regolato punto su punto le norme d’accesso, gli ingressi contingentati e le prescrizioni sull’igiene perché la comunità cattolica potesse tornare a vivere un’idea di normalità e a riscoprirsi assemblea nel senso (anche) fisico del termine.

Le singole diocesi, inoltre, hanno redatto e diffuso dei piccoli prontuari di comportamento per garantire la ricchezza delle celebrazioni comunitarie senza venir meno alla sicurezza dei fedeli.

«Elemento centrale – scrive Avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica – è naturalmente la responsabilità dei fedeli. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche, devono infatti indossare mascherine e igienizzarsi le mani con un apposito liquido messo a disposizione all’ingresso. Chi lo desidera inoltre può usare guanti monouso nuovi, tenendoli anche durante la celebrazione. Il tutto, tenendo conto di una condizione di base: è consentito partecipare al culto solo se non si presentano sintomi influenzali/respiratori, se non si ha una temperatura corporea di 37,5°C o più. Regole naturalmente che valgono anche per sacerdoti, diaconi, religiosi, ministri ordinati e così via…».

In tutta questa emergenza, come ha risposto e come si è organizzata la parrocchia di Decimomannu? Innanzitutto, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza (uso dei dispositivi di protezione individuale, distanziamento, etc.) non si è mai interrotta l’attività del gruppo Caritas – fondamentale specialmente in un momento di crisi e sofferenza economica come questo di pandemia –, senza poi far mai mancare la possibilità di accedere al sacramento della Riconciliazione (Confessione) e con la novità delle messe celebrate sine populo ma aperte alla collettività grazie agli strumenti delle dirette sui social network (Facebook e Instagram).

Nelle settimane più drammatiche del lockdown, tanti decimesi (e non) hanno avuto così la possibilità – seppure a distanza e non “dal vivo” – di assistere alla santa messa. Un uso creativo degli strumenti e delle potenzialità dei nuovi media ha permesso inoltre agli animatori dell’Oratorio Santa Greca di pubblicare, quotidianamente, dei video-turorial con dei lavoretti per i bambini, che a loro volta hanno inviato le loro “creazioni”. Un’occasione, anche questa, di apertura, scambio e comunicazione, grazie a smartphone, tablet, web e soprattutto a quella cosa preziosissima che si chiama contatto umano. Né si è interrotta, grazie alla distribuzione via web dei PDF del bollettino parrocchiale e di contenuti pensati per i ragazzi della fascia d’età di elementari e medie, l’attività del catechismo, in un contatto costante tra parroco, catechisti, famiglie e ragazzi.

Così, pazientemente, settimana dopo settimana, la parrocchia ha fatto “il suo dovere”, rispettosa delle regole, anche in occasione delle solennità di Santa Greca di maggio, che è stata festeggiata in santuario ovviamente a porte chiuse ma con una mai tanto preziosa diretta streaming su Facebook, che ha permesso a centinaia e migliaia di pellegrini, devoti e semplici curiosi di assistere alla Vestizione, alle messe e alla Svestizione del simulacro di Greca, secondo la tradizione martirizzata durante le persecuzioni volute da Diocleziano.

I video, pubblicati sul gruppo FB Parrocchia sant’Antonio Decimomannu (al momento, 1704 membri) venivano inoltre postati dai collaboratori di parrocchia e oratorio anche su altri gruppi dedicati al paese, così da permettere a tutti di partecipare, seppure a distanza, a questi eventi.

Successivamente, a partire dal protocollo firmato dalla CEI e dal governo lo scorso 7 maggio, la parrocchia guidata da Don Andrea Lanero si è messa all’opera per lavorare in vista della riapertura delle messe al pubblico; non un compito facile, ma anche qui hanno dominato prudenza, serietà e senso di responsabilità.

Tanti collaboratori parrocchiali, tra animatori dell’oratorio, scout, etc., si sono messi a disposizione per garantire il rispetto delle misure di sicurezza, predisporre i locali, sanificare. Leggiamo sul Protocollo d’intesa: «Collaboratori affidabili che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso nuovi e un evidente segno di riconoscimento – favoriscano l’accesso e l’uscita, controllino il mantenimento delle distanze e il rispetto delle regole di igienizzazione, verifichino che le persone si siedano nei posti autorizzati e vigilino sul rispetto del numero massimo di presenze».

Messa al Palazzetto dello sport di Decimomannu

Entriamo ora nel dettaglio della comunicazione inviata dalla parrocchia alla comunità.

CELEBRAZIONI FERIALI. Si tratta delle celebrazioni infrasettimanali: con la cura che il numero dei fedeli permetta il rispetto delle misure di sicurezza, esse si svolgono nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate.

CELEBRAZIONI DOMENICALI E FESTIVE. Le celebrazioni festive – o anche alcune di quelle feriali, qualora sia previsto un numero di partecipanti oltre quello consentito nel locale parrocchiale – avvengono al Palazzetto dello Sport Rita D’Urbano di via Eleonora d’Arborea. Tale scelta è prevalsa sull’altra opzione in ballo – messa all’aperto, come invece scelto dalla parrocchia di Santa Giusta a Uta – per evitare di dipendere dalle condizioni meteo. Le celebrazioni al palazzetto sono possibili grazie anche alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale, all’Associazione Basket Decimo, ai volontari per l’igienizzazione, per la sicurezza con gli Scout di Decimo e gli Animatori dell’Oratorio Santa Greca; le diretta FB sono a cura dell’Associazione Newave.

Nella comunicazione, affissa anche in chiesa e al palazzetto, possiamo scoprire altri importanti dettagli:

  • I luoghi di culto, comprese anche sagrestie, saranno igienizzati e sanificati

  • I locali sono igienizzati e arieggiati al termine di ogni celebrazione

  • Vasi sacri, ampolline, microfoni, altri oggetti saranno disinfettati a ogni celebrazione

  • Non c’è l’acquasantiera all’ingresso

  • I luoghi d’accesso sono forniti di appositi dispenser per l’igiene delle mani.

  • La distanza tra i fedeli all’ingresso e all’interno è di 1,5 metri laterali e frontali

  • Sono cura di volontari, riconoscibili e muniti di mascherina e guanti monouso, la gestione e il controllo delle misure di sicurezza

  • Non è prevista. Saranno presenti contenitori in luogo adatto e visibile

Inoltre:

  • L’accesso alle celebrazioni non è consentito a fedeli con temperatura corporea superiore da 37,5°, o comunque con sintomi influenzali, o che siano entrati in contatto con individui positivi al Covid-19.

  • L’accesso è individuale e deve garantire l’assenza di assembramenti, anche nei locali annesso (es. sagrestia, sagrato, etc.).

  • Dove possibile, si distinguono porte d’ingresso e di uscita.

  • Le porte rimangono aperte, così che non vengano toccate le maniglie.

  • Ogni fedele deve essere munito di mascherina ed è invitato a provvedere a igienizzare le mani

  • Accesso favorito ai diversamente abili

Durante le celebrazioni:

  • Raggiunto il posto segnalato, il fedele vi rimane fino al termine della messa

  • Niente sussidi canto o altro, fatta eccezione del dépliant contenente le norme di sicurezza, ovviamente plastificato

  • È omessa la stretta di mano al segno di pace

Per quanto concerne la distribuzione della Comunione, sacramento dell’Eucaristia:

  • La distribuzione avviene dopo che il celebrante o il ministro abbia curato l’igiene delle mani e indossato guanti e mascherine

  • Celebrante/ministro si reca al posto dei fedeli

  • La comunione è offerta solo nelle mani, senza toccarle, nel rispetto della distanza interpersonale.

Circa il momento del congedo e dell’uscita dai locali, dopo il congedo liturgico, i fedeli sono invitati ad attenersi alle disposizioni degli addetti alla sicurezza, al fine di regolare il flutto d’uscita e permettere il rispetto delle distanze.

Il primo vero “esordio” al Pala Rita D’Urbano è avvenuto venerdì 22 maggio, in occasione della Festa di Santa Rita da Cascia, con messa mattutina, Lodi e Supplica alla santa in parrocchia, con messa solenne e benedizione delle rose alle 18:30 al palazzetto.

Norme e modus operandi analoghi si sono rispettati nel resto della diocesi di Cagliari e nella Sardegna e Italia tutte. Un’organizzazione del dettaglio e una cura tali testimoniano la voglia di ricominciare a vivere un momento importante come la celebrazione eucaristica e di farlo in sicurezza.

Simili procedure sono state elaborate e sottoscritte dal governo e le altre confessioni religiose presenti in Italia. Per esempio Luca Maria Negro – pastore battista, eletto presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia nel 2015 – ha parlato in termini molto positivi dell’incontro e dell’accordo avvenuti col governo: «L’incontro ha reso plasticamente visibile il pluralismo religioso dell’Italia di oggi e mostrato i frutti della collaborazione tra lo Stato e le varie confessioni religiose su materie anche delicate come quella delle misure antipandemiche da adottare nell’esercizio delle attività di culto. Mi fa piacere sottolineare, inoltre, che la FCEI ha firmato, lanciando così un importante segnale di unità nelle relazioni con le istituzioni italiane».

Oltre alla Chiesa Cattolica, i protocolli sono stati sottoscritti con:

  • Comunità ebraiche;

  • Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni;

  • Comunità islamiche;

  • Confessioni induista, buddista, Bahai, Sikh;

  • Chiese Protestante, Evangelica, Anglicana;

  • Comunità Ortodosse

Matteo Portoghese

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