Decimoputzu scommette ancora sull’archeologia. Per “Monumenti aperti” conferenza del Prof. Ugas e mostra di spade nuragiche

L’archeologo Nicola Dessì con uno dei reperti. Foto Comune di Decimoputzu

 

Nei giorni 6 e 7 maggio si è tenuto anche a Decimoputzu un appuntamento del programma “Monumenti aperti”. Numerosi visitatori hanno potuto ammirare diversi luoghi tra i quali la parrocchia Ns. delle Grazie, San Giorgio e San Basilio Magno, la tomba ipogeica di epoca bizantina e il mulino. Ma la cosa più importante è stata l’esposizione al pubblico di tre spade in rame trovate nel 1987 nella tomba ipogeica di Sant’Iroxi durante la costruzione della palestra comunale.

L’iniziativa si è proposta di condividere con la comunità una parte di uno dei più importanti e interessanti contesti archeologici della Sardegna preistorica.

Le tre spade esposte saranno a breve restaurate a cura della Soprintendenza Archeologica, con l’intento di avviare un progetto conservativo che interessi tutti i materiali che componevano il corredo della sepoltura collettiva.

Grande interesse e attenzione hanno avuto le relazioni del Prof. Giovanni Ugas e dell’archeologo Nicola Dessì.

Tuttavia i veri protagonisti di questa manifestazione sono stati gli alunni delle prime classi della scuola media, che hanno presentato e raccontato ai visitatori la lunga e meravigliosa storia dei monumenti di Decimoputzu.

Il Prof. Ugas risponde alle domande dopo la conferenza. Foto Carlo Manca

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