Intervista ad Alessandra Sanna candidata consigliere della lista Rifondazione Comunista per Renato Soru presidente

—— articolo sponsorizzato dalla candidata ——

 

a cura di Ilenia Frongia

 

Salve Alessandra, si presenti.

Sono Alessandra Sanna, anni 47, laureata in scienze politiche. Dopo aver svolto il praticantato come consulente del lavoro ho in seguito conseguito l’abilitazione.

Attualmente lavoro, da 18 anni,  in uno studio di consulenza del lavoro.

Le mie passioni principali sono: la buona musica in particolare rock e Heavy metal. Adoro tutto ciò che ha a che fare con l’arte. Amo viaggiare e conoscere il mondo e le varie culture

Ho una figlia di 13 e un compagno col quale convivo e milito nel medesimo partito. Vivo da sempre a Decimomannu.

Diversi anni fa, quando ero ancora all’università mi candidai per le amministrative di Decimomannu, in una lista civica tendenzialmente di sinistra.

Fu una bella esperienza che mi arricchì molto dal punto di vista personale, anche se dopo qualche anno abbandonai la politica attiva.

Tuttavia, non ho mai smesso di interessarmi alle vicende sociali e politiche territoriali, nazionali e internazionali. Da qualche anno ad oggi analizzando la situazione che stavamo vivendo e che stiamo vivendo decisi di partecipare nuovamente in modo attivo alla vita politica. Ho sentito l’esigenza di non rimane più indifferente allo svilimento dei nostri diritti fondamentali. Ho maturato tale decisone, soprattutto guardando mia figlia e i suoi coetanei, pensando al mondo che gli stiamo lasciando in eredità.

 

 

Ha scelto lei di candidarsi e come procede la campagna elettorale?

 

La scelta di candidarmi è stata una scelta condivisa con il partito di Rifondazione Comunista, partito nel quale sono iscritta e milito attivamente da qualche anno.

E’ stata una decisione presa e voluta in quanto riteniamo doveroso incidere con le nostre scelte e attraverso quelle che sono le parole d’ordine del partito, ovvero rompere con una certa politica che ha perso da tempo il suo significato più nobile, quello della tutela del bene comune a vantaggio dell’interesse meramente individuale. Inoltre e in modo particolare vogliamo fare in modo che il partito divenga il perno e la ricostruzione di una vera Sinistra di classe.

La campagna elettorale sta procedendo positivamente. Stiamo lavorando attivamente su tutto il territorio, con tutti i compagni che si sono mobilitati cercando di far conciliare il più possibile vita privata con campagna elettorale. Possiamo dire che siamo una bella squadra e molto coesa. Abbiamo fatto nostro il moto “mai nessun compagno deve essere lasciato indietro”.

 

Le prime tre sfide da affrontare da parte della sua coalizione.

Il nostro partito pone come obiettivi principali, la sanità, salario minimo garantito, miglioramento dell’istruzione pubblica e lotta alla dispersione scolastica. La nostra sanità sta pagando a caro prezzo le scelte scellerate degli ultimi vent’anni. Una sanità fatta letteralmente a pezzi da una classe dirigente generale, che ancora oggi si presenta sulla scena politica come il rinnovamento. Politiche fatte di tagli e privatizzazioni che pesano solo sulle classi sociali più deboli, costrette a scegliere se curarsi o mangiare. Ho sentito in questi giorni usare la frase “la gente ha rinunciato a curarsi” . Non è cosi: le persone non rinunciano a curarsi, ma sono costrette a NON curarsi, a causa di liste d’attesa che vanno oltre i 400 giorni.

 

I primi tre provvedimenti da affrontare per il suo territorio

Tra i primi provvedimenti che vorremmo portare avanti come Rifondazione Comunista vi è quello di fare in modo che la Sardegna non sia più vista solo come un territorio da saccheggiare e sfruttare per gli interessi di grossi capitalisti e multinazionali, come sta accadendo, per esempio, con la vicenda, delle pale eoliche. A tal proposito noi siamo per la costituzione di un ente pubblico energetico sardo, gestito dai sardi per i sardi.

In secondo luogo vogliamo introdurre il salario minimo garantito, perché è inaccettabile che ci siano contratti pagati a 5 euro l’ora. Non è degno di una società civile avere stipendi da fame. La forza lavoro non deve essere più sottoposta a ricatto e sfruttamento.

Come terzo provvedimento, occorre urgentemente rilanciare l’istruzione pubblica, che come la sanità sta pagando i prezzi più alti dei tagli sociali. In particolare vogliamo stralciare i provvedimenti sul dimensionamento scolastico, che stanno portando alla chiusura di diversi istituti scolastici in diversi territori della Sardegna; basti pensare a ciò che sta accadendo a Seulo.

 

Perché gli elettori dovrebbero votare lei e la sua coalizione.

Gli elettori dovrebbero votare me e il partito di Rifondazione Comunista, inserito nella coalizione Sarda in quanto siamo l’unico vero partito di sinistra, e unico voto utile a sinistra, che vuole prendere decisioni di Sinistra e portare avanti quelle battaglie che hanno sempre contraddistinto la storia dei partiti comunisti. Un voto a noi è un voto a chi vuole veramente lottare contro le storture di questo sistema.

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