Europee, in Sardegna vince la Lega (27,5%), ma il più votato è il sindaco nuorese Andrea Soddu (PD) che resta fuori dall’Ue

di Francesca Matta

Questa volta gli exit poll ci hanno visto bene, anzi benissimo. Come anticipato nelle settimane precedenti al voto europeo, la Lega si è posizionata al primo posto a livello nazionale con il 34,33% delle preferenze, registrando una crescita notevolissima rispetto alle politiche del 2018, in cui aveva raggiunto il 17,37%. Ad aver preso una boccata d’aria è il Partito Democratico che raggiunge il 22,7% dei voti, mentre il Movimento 5 Stelle tracolla al terzo posto con il 17,07% delle preferenze. C’è da dire che l’affluenza non è stata delle migliori, si è presentato appena il 56,09% mentre il restante degli aventi diritto è rimasto a casa.

In Sardegna i risultati son leggermente diversi: la Lega resta al primo posto con il 27,5%, confermando i risultati delle ultime elezioni regionali, ma il secondo partito è il Movimento 5 Stelle con il 25,7%, tallonato dal Partito Democratico che recupera anche in questa occasione con il 24,2%. Son percentuali che si inseguono, se vogliamo, e che mostrano un aspetto fondamentale su tutti: il ritorno dei due schieramenti tradizionali della politica, centrodestra e centrosinistra. Il primo, prevalentemente concentrato sul tema “immigrazione” e “sicurezza”; e il secondo che tenta un colpo di coda, con una politica – quella del nuovo segretario dem Nicola Zingaretti -, che vuole uno schieramento più ampio che tenga insieme i liberal-democratici e i socialdemocratici. Una sfida complessa, ma che inizia a vedere i suoi frutti.

Del resto, ed è questo un altro dato da tenere in considerazione, il sindaco nuorese Andrea Soddu del Partito Democratico è riuscito ad ottenere più voti rispetto al leader leghista Matteo Salvini. Con ben 69.511 voti il candidato dem è arrivato in pole position, mentre il Ministro dell’Interno ha raggiunto 57.981 preferenze, staccando Alessandra Todde del Movimento 5 Stelle di 6 mila voti. Anche in questo caso, il distacco tra i candidati alle elezioni europee non è eclatante, e questo conferma la complessità della situazione politica odierna. Non esiste, ad oggi, uno schieramento politico che convinca in tutto e per tutto i cittadini italiani: se si facessero le dovute proporzioni, sul totale degli aventi diritto la Lega avrebbe ricevuto il 19% delle preferenze, il Partito Democratico il 12% e il Movimento 5 Stelle il 9,5%. Questa è la reale fotografia dell’Italia oggi, e in questo senso vien difficile parlare di “vittoria”, da una parte e dall’altra. Si tratta di numeri sconfortanti, che ci raccontano una metà di Paese che ha evidentemente perso la fiducia nelle istituzioni e non sa da che parte voltarsi.

Ultimo dato, la batosta finale. La Sardegna è fuori dal Parlamento Europeo: nonostante la pioggia di voti per Andrea Soddu, infatti, sarà il medico di Lampedusa Pietro Bartolo a rappresentare le isole in Europa. Questo per via della ripartizione elettorale che vede accorpate Sicilia e Sardegna in un unico seggio. Un torto che la nostra isola paga da sempre a caro prezzo, data la sproporzione per numero di abitanti che avvantaggia inevitabilmente la prima. Per questo motivo, la politica dovrebbe rimboccarsi le mani e battersi per una nuova legge elettorale che dia alle due isole due seggi ciascuno, se non altro per rispettare la volontà democratica degli elettori: chi rappresenterà i 70 mila sardi che hanno scelto Andrea Soddu per difendere gli interessi della Sardegna? Possiamo pensare che Pietro Bartolo prenderà a carico questo compito, senza farsi sfuggire alcuna questione di primaria importanza per la nostra isola?

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