Nuovo Governo: per Mattarella matassa da sbrogliare

di Sandro Bandu

La sala del Consiglio dei Ministri

Le elezioni del 4 marzo scorso hanno messo il nostro paese davanti a un rebus che pare inestricabile. Nessuno ha vinto effettivamente le elezioni: il Movimento 5 Stelle è il partito che ha raccolto più consensi, ma non ha la maggioranza assoluta per governare. La coalizione di Centro destra ha raccolto più voti, ma anch’essa non ha la maggioranza assoluta per formare un governo. Il Partito Democratico di Renzi è il secondo partito, ha perso la metà dei consensi e ha detto più volte che intende stare all’opposizione. Quindi che fare? Sembra quasi di trovarci di fronte al famoso indovinello in cui un pastore deve attraversare un fiume con il suo carico prezioso composto da una pecora, da alcune ceste di cavolo e da un lupo, ma la barca è troppo piccola per trasportare tutti nello stesso viaggio, quindi deve fare più viaggi per portare uno alla volta. Che fare? Trasporta prima i cavoli? Ma se il lupo rimane con la pecora sarà la fine per quest’ultima. Trasporta prima il lupo? Se la pecora rimane sola si divora tutti i cavoli. E allora come fare?

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Uso questa metafora per rappresentare la complicata matassa che dovrà sciogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Chi andrà quindi al governo?
Al momento attuale nessuno è in grado di dirlo. Di sicuro c’è solo che l’esecutivo, per avere la maggioranza, dovrà avere il sostegno di almeno uno, se non entrambi, i gruppi di Lega (anche senza il resto del centrodestra) e M5S. Accordi che escludano entrambi questi partiti sarebbero del tutto inutili. I programmi dei tre soggetti in campo sono quasi incompatibili, se non in alcuni punti su cui si potrebbero trovare delle intese. La soluzione definitiva potrebbe essere che si torni a votare, ma potremmo anche ritrovarci con la stessa situazione di ingovernabilità e quindi punto e a capo. Intanto però il paese ha bisogno di essere governato perché, anche se adesso la situazione sembra tranquilla, con tutte le promesse che sono state fatte in campagna elettorale non si sa sino a che punto la gente è disposta ad aspettare che i vari gruppi parlamentari trovino un accordo.

E bisogna fare presto perché tutto potrebbe precipitare e quando la gente ha fame non aspetta più nessuno!

Se vi interessa a fondo pagina troverete la soluzione dell’indovinello del pastore che deve attraversare il fiume portando in salvo la pecora, il lupo e le ceste dei cavoli

Ma lasciamo la politica nazionale per passare a quella locale.

In questo numero troverete le interviste ai tre sindaci uscenti dei Comuni di Decimomannu, Assemini e Villaspeciosa, che nel giugno prossimo andranno ad elezioni. Due di questi, Mario Puddu, Assemini, ed Elio Mameli, Villaspeciosa, non saranno più in lizza; il primo per scelta, il secondo perchè ha già superato i mandati consentiti. Solo Anna Paola Marongiu, Decimomannu, si ripresenterà davanti agli elettori alla ricerca di un secondo mandato. Proprio nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso abbiamo visto come a farla da padrone siano stati alcuni partiti emergenti: il Movimento 5 Stelle e la Lega, all’interno della coalizione del Centro Destra, mentre il Partito Democratico sprofonda nel consenso degli elettori. I dirigenti del Partito Democratico, a livello locale, soprattutto ad Assemini, ma non solo, continuano a farsi la guerra senza però guardarsi intorno. Nel frattempo perdono di vista i veri problemi della gente e non si accorgono che non li segue più nessuno e che nel frattempo altri partiti crescono. Gli ultimi risultati ci dicono che ad Assemini la Lega (11,80 % al Senato e 12, 36 % alla Camera) ha gli stessi consensi del Pd (12,57 % al Senato, 12, 22 % alla Camera): forse è il caso che qualcuno sotterri l’ascia e si renda conto della realtà: l’avversario è dall’altra parte!

    * Ecco la soluzione del famoso indovinello di logica del lupo, del cavolo e della pecora, trasportati dal pastore in canoa da una riva all’altra di un fiume senza che si divorino fra loro né sulla barca, né sulla terra in attesa del loro turno. Per prima cosa il pastore porta la pecora sull’altra riva, poi torna indietro per raccattare e trasportare il cavolo. Ora viene il bello: una volta portato e lasciato a destinazione il vegetale, si riprende la pecora e la riporta al punto di partenza! Qui il pastore fa salire il lupo, facendo scendere prima la pecora. Ritorna al traguardo dovelascia il lupo con il cavolo in tutta tranquillità (il lupo non mangia cavoli, nemmeno a merenda). Il pastore quindi compie l’ultimo viaggio, andando a prendere la pecora e portandola alla meta. Risultato: i tre son vivi e interi dall’altra parte del fiume. Quel che può succedere da questo punto in avanti non ci riguarda più!

Vulcano n°95

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