Stati Uniti e Cuba: ancora tensioni
Di Federico Pani
Oggi, la tensione tra Stati Uniti e Cuba ha raggiunto il livello più alto e drammatico degli ultimi decenni, trasformandosi in una vera e propria prova di forza senza sconti.
L’amministrazione americana guidata da Donald Trump ha impresso una netta accelerazione alla linea dura, mettendo in atto quello che gli osservatori definiscono il primo blocco energetico efficace dai tempi della crisi dei missili del secolo scorso.
Washington ha imposto sanzioni pesantissime e minacciato ritorsioni commerciali contro chiunque osi vendere o trasportare petrolio verso Cuba, bloccando di fatto i flussi di greggio da storici fornitori come il Messico e il Venezuela, specialmente dopo il cambio di regime avvenuto in quest’ultimo paese.
Nelle ultime ore, la pressione politica ha toccato il culmine con il congelamento dei beni e le sanzioni dirette imposte dal Tesoro americano persino al presidente cubano Miguel Díaz-Canel, alla sua famiglia e ai vertici delle forze armate.
Questa strategia di asfissia economica ha fatto precipitare Cuba nella peggiore crisi umanitaria ed energetica della sua storia recente.
Senza carburante e con la rete elettrica nazionale al collasso, l’isola vive quotidianamente al buio, con blackouts totali che paralizzano ospedali, trasporti, comunicazioni e la distribuzione di cibo.
L’inflazione è fuori controllo, la moneta locale ha perso quasi tutto il suo valore e lo stipendio medio di un lavoratore statale è sceso all’equivalente di appena 13 o 14 dollari al mese, rendendo inaccessibili persino i beni di prima necessità.
A L’Avana il governo si trova con le spalle al muro e, pur denunciando il blocco come un crimine, ha dovuto avviare colloqui diplomatici d’emergenza nel disperato tentativo di allentare la morsa.
Nel frattempo, Washington non nasconde l’obiettivo di voler provocare un cambio radicale di regime entro la fine dell’anno, esortando la leadership cubana a cedere prima che sia troppo tardi.
In mezzo a questo scontro titanico resta la popolazione civile: stremati dalla fame, dalla mancanza di medicinali e dal pugno duro della repressione interna contro le proteste, i cubani continuano a fuggire in massa dall’isola, alimentando un esodo migratorio senza precedenti.





