Cagliari, qualcosa si è inceppato. L’avvio folgorante non deve far perdere di vista il vero obbiettivo: la salvezza!
di Federico Pani e Sandro Bandu
Un avvio di campionato travolgente e per certi versi inaspettato ha riacceso l’entusiasmo della piazza sarda, regalando al Cagliari una partenza di assoluto spessore nelle prime battute della Serie A.
Nelle prime sei giornate i rossoblù sono stati capaci di collezionare prestazioni di grande sostanza e risultati di prestigio, costruendo la propria classifica con i pesanti successi esterni ottenuti sui campi di Atalanta, Parma e Udinese, ai quali si è aggiunta l’importante affermazione casalinga contro il Lecce e il pareggio con la Juventus.
L’unica battuta d’arresto, nelle prime sei giornate, è arrivata di misura contro i campioni in carica dell’Inter, un bilancio che ha proiettato la squadra nelle zone alte della graduatoria e ha testimoniato l’ottimo lavoro svolto nella preparazione di questo inizio stagione.
Alla base di questa partenza positiva vi è senza dubbio una spiccata identità tattica e una notevole coesione di gruppo.
La squadra ha dimostrato di saper soffrire e difendere con ordine, poggiando su una linea arretrata guidata dall’esperienza di Yerry Mina, capace di concedere pochissimo agli avversari nelle fasi cruciali delle gare.
A questa compattezza si affianca il peso specifico delle giocate individuali, con elementi come Daniel Maldini in grado di fare la differenza con strappi, imprevedibilità e reti decisive.
Il cinismo nell’approccio alle partite ha consentito di capitalizzare al massimo le occasioni create, come confermano i diversi successi maturati col punteggio di 1-0, indice di una maturità nella gestione dei ritmi e dei momenti del match.
Ma qualcosa sembra essersi inceppato nelle ultime due partite: paradossalmente contro due squadre sulla carta alla portata dei rossoblù.
La prima a Monza dove Pisacane, in tribuna in seguito allo scontro verbale di fine partita con Spalletti in occasione dell’incontro casalingo contro la Juventus, ha messo in campo una squadra votata all’attacco con ben tre punte: Nzola, Mendy e Maldini.
Il primo tempo ha visto i sardi fare la partita con due ottime occasioni, fallite da Nzola e Mendy, per passare in vantaggio, ma come spesso succede nel calcio, al gol sbagliato si contrappone il gol subito e per la crudele legge del calcio, a segnare, forse immeritatamente, è stato il Monza.
Il secondo tempo è stato un incubo e i rossoblù, nel tentativo di pareggiare, hanno concesso intere praterie che i brianzoli hanno sfruttato per segnare altri tre gol: incredibilmente il Cagliari nelle prime sei giornate aveva subito solo tre gol e in questa partita invece ne ha incassati ben quattro!
Nella successiva partita casalinga contro il Bologna, il Cagliari si è mostrato molto guardingo e meno spavaldo rispetto alle prime sei partite, forse la batosta di Monza ha condizionato l’atteggiamento dei cagliaritani che sembravano meno sicuri e un tantino impauriti.
Anche se in effetti il Bologna non ha fatto molto di più, ma ha sfruttato, nel secondo tempo, un’indecisione della difesa cagliaritana durante la battuta di un corner e poi ha raddoppiato grazie ad un rigore concesso dall’arbitro per uno sfortunato tocco di mano in area di Rodriguez.
Ora bisogna essere onesti e tornare tutti sulla terra: se nelle prime sei giornate, quando il Cagliari volava, andava tutto bene e si pensava ad una super squadra, adesso non bisogna fasciarsi la testa temendo di avere una squadra di bidoni.
Un’analisi equilibrata richiede di mantenere lo sguardo ben saldo sulle insidie che un campionato lungo e livellato come la Serie A riserva inevitabilmente.
Rimane il fatto che il tesoretto di punti accumulati nell’avvio del campionato ha portato “fieno in cascina” e al momento tranquillizza tutti, anche dopo le ultime due sconfitte, e inoltre mantiene ancora i rossoblù nella parte sinistra della classifica molto lontano dal terz’ultimo posto in classifica.
Certo l’avvio folgorante ha fatto sognare i tifosi, ma bisogna essere consci che il Cagliari è una squadra giovane che ha cambiato molto e che ha degli obbiettivi ben chiari, in primis la salvezza da raggiungere il prima possibile, senza gli annosi patemi d’animo, che sarà possibile solo se si manterrà l’umiltà e la concentrazione delle prime sei giornate.







