Coronavirus, a Villaspeciosa contagiata un’intera famiglia

Il Sindaco Melis: «Stanno bene e osservano la quarantena a casa loro»

Pochi giorni fa era arrivato l’annuncio del primo cittadino di Villaspeciosa sul primo caso di contagio ai danni di un compaesano. Melis aveva spiegato ai cittadini che anche i familiari della persona positiva sarebbero stati sottoposti agli esami di accertamento.

In serata, attraverso una diretta Facebook, il Sindaco ha comunicato l’esito dei tamponi effettuatati: coniuge e figli sono risultati positivi al Covid-19. «Stanno tutti bene – ha assicurato Melis – a parte una leggera tosse degli adulti, i bambini non presentano sintomi». Seguiranno il protocollo stabilito e staranno in quarantena nella loro abitazione per i prossimi 15 giorni, al termine dei quali verranno effettuati i nuovi tamponi di verifica.

Il Sindaco ha invitato la comunità a continuare a manifestare la solidarietà finora dimostrata. Nei giorni scorsi è nata un’iniziativa di solidarietà da un’idea del parroco del paese, Don Marco Puddu. La risposta dei cittadini è stata immediata e grazie alle loro donazioni sono tante le famiglie che hanno potuto far fronte alla difficile situazione che stanno vivendo.

Nella serata di ieri, inoltre, i Vigili del Fuoco hanno eseguito le operazioni di sanificazione nelle zone adiacenti alle attività commerciali del paese. Lo ha reso noto il Sindaco Gianluca Melis, pubblicando due post su Facebook corredati dall’ordinanza del Comune di Villaspeciosa e da un’ampia galleria fotografica. Il primo cittadino ha accettato la proposta di un pompiere che risiede nel paese.

Melis ha concluso il suo intervento ringraziando la sua giunta e tutti gli amministratori locali, «in particolare i consiglieri di minoranza, che si sono resi disponibili a fornire un aiuto per gestire la situazione, qualora dovesse servire».

Un ringraziamento, infine, è andato a tutta la popolazione di Villaspeciosa, che «sta dimostrando di essere una comunità unita e speciale, manifestando sostegno alla persona contagiata e alla sua famiglia».

Andrea Piras

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