Coronavirus, il focus sul nostro territorio

Da quasi due mesi siamo abituati a snocciolare dati, cifre, percentuali. I bollettini si susseguono, giorno dopo giorno. A livello nazionale dal 21 febbraio, quando sono stati accertati i primi due casi di positività al nuovo coronavirus a Codogno, in provincia di Lodi, e nel Comune veneto di Vo’ Euganeo. In Sardegna uno dei giorni più significativi dall’inizio dell’epidemia è invece il 3 marzo, quando Carlo Tivinio, un ragazzo di 42 anni, proprietario di un locale molto frequentato nel capoluogo sardo, risulta positivo al Covid-19. Lo stesso Tivinio, morto il 15 marzo al Santissima Trinità, risulterà poi essere la prima vittima del virus in Sardegna.

I dati nazionali sono al momento confortanti: la curva epidemiologica è in calo, sempre meno persone sono ricoverate in terapia intensiva e diminuisce anche il numero di persone tenute in osservazione all’interno di strutture ospedaliere. I dati aggiornati a al 10 aprile parlano di 98.273 soggetti attualmente positivi, 30.455 persone guarite e 18.849 deceduti. Dall’inizio dell’epidemia, i casi totali registrati in tutta Italia sono 147.577 su un totale di 906.864 tamponi effettuati, con una percentuale di positivi rispetto ai controlli che si attesta al 16,3%.

Sardegna

I dati relativi alla regione Sardegna negli ultimi giorni risultano essere stabili. Sono 876 i soggetti attualmente positivi, di cui 107 ricoverati con sintomi, 26 in terapia intensiva e 743 in isolamento domiciliare. I casi di ricovero in terapia intensiva nelle ultime 24 ore sono pressoché stabili (+1) e così i ricoveri (+1). Da segnalare 118 i guariti e 69 decessi, che portano il totali dei casi positivi riscontrati da inizio epidemia a 1.063. I tamponi effettuati in Sardegna sono 9.444, con una percentuale di positivi rispetto ai tamponi effettuati dell’11,3%.

I positivi al Covid-19 sono così ripartiti per provincia: Città Metropolitana di Cagliari 179, Sud Sardegna 80, Oristano 31, Nuoro 67, Sassari 706. L’aggiornamento di ieri, 10 aprile, parla di un aumento di 37 casi (+3,6%) rispetto al giorno precedente. Tali casi sono concentrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+18) e nella provincia di Sassari (+17), mentre sono due i casi registrati nel Sud Sardegna.

Sono 32 (+3,1%) i soggetti dimessi dagli ospedali e dichiarati guariti nelle ultime 24 ore e 5 (+0,5%) nuovi decessi; tali variazioni numeriche fanno sì che il numero dei soggetti attualmente positivi sia invariato rispetto al giorno precedente. I tamponi effettuati nelle 24 ore precedenti l’aggiornamento di ieri, sono 526. I dati sono in continua oscillazione; va però registrato, ed è una buona notizia, che il numero dei tamponi sta aumentando.

La situazione nel nostro territorio

Tutto è iniziato il 21 marzo ad Assemini, quando la Sindaca Sabrina Licheri ha annunciato con una nota, senza peraltro poterlo ufficializzare in assenza di una comunicazione di ATS Sardegna, il primo contagio. Nel pomeriggio dello stesso giorno, il Vicesindaco Gianluca Mandas ha rivolto un appello alla Regione affinché ci fosse più trasparenza e comunicazione, in quanto in quel momento non era possibile quantificare il numero dei contagi «perché l’unica fonte che possiamo consultare è il sito web dell’Istituto Superiore di Sanità che emette bollettini giornalieri». L’ufficialità del primo caso di contagio da Covid-19 ad Assemini è avvenuta il 26 marzo, tramite un comunicato della Sindaca. Il giorno seguente un nuovo post Facebook della prima cittadina comunicava il secondo contagio, mentre sono del 6 e 7 aprile le note ufficiali relative ad altri due soggetti positivi nel territorio asseminese. Il 9 aprile Sabrina Licheri ha inoltre comunicato la positività di altri due soggetti, che porta il totale a sei, precisando che «tutti stanno bene. Nessuno dei contagi è avvenuto ad Assemini, ma questo non deve farci abbassare la guardia: l’attenzione deve rimanere alta. Siate responsabili, abbiate a cuore la vostra salute e quella degli altri e insieme sconfiggeremo il virus».

Al di là dell’aspetto puramente numerico, la circostanza più triste si è vissuta a Decimomannu, dove l’unica persona risultata positiva al virus, il 71 Francesco Cesare, è deceduta il 1° aprile scorso dopo l’improvviso aggravarsi della situazione e pochissimi giorni di ricovero all’ospedale Santissima Trinità. La comunicazione è arrivata dalla Sindaca Anna Paola Marongiu che sul suo profilo Facebook ha scritto: «Decimo triste saluta il suo concittadino e si stringe al dolore della famiglia».

Situazione quasi diametralmente opposta a Decimoputzu, dove il Sindaco Alessandro Scano ha comunicato l’8 aprile la presenza di un cittadino positivo al Covid-19. Si tratta attualmente dell’unico caso di positività relativo al territorio putzese, visto che il cittadino risultato precedentemente positivo in data 25 marzo è stato dichiarato guarito il 4 aprile.

Il 24 marzo scorso, Villaspeciosa è stato il primo Comune del nostro territorio a ufficializzare un caso di positività al nuovo coronavirus. Il Sindaco Melis aveva inoltre comunicato che il COC (Centro Operativo Comunale) era già stato attivato, così come avvenuto negli altri Comuni colpiti dall’epidemia, in conseguenza della presenza di un caso di Covid-19 nel confinante paese di Siliqua. Ha poi destato scalpore l’annuncio dello stesso Sindaco, che il 26 marzo comunicava il contagio dell’intera famiglia del primo positivo al Covid-19 nel territorio speciosese: moglie e figli stavano comunque bene, tranne leggeri sintomi, e sono stati sottoposti all’isolamento domiciliare per 14 giorni.

Situazione sotto controllo a Villasor dove, tramite la pagina istituzionale Facebook del Comune, il 28 marzo è stata annunciata la presenza di un contagiato «ricoverato, in condizioni stabili, non in terapia intensiva». Il secondo caso è stato comunicato il 7 aprile tramite una nota ufficiale del Sindaco Massimo Pinna.

Risale invece a ieri il post del Sindaco di Uta, Giacomo Porcu, che conferma l’avvenuta ricezione da parte di ATS Sardegna di una comunicazione ufficiale riguardante un caso di positività al Covid-19. Il primo cittadino in una nota scrive che la persona interessata «sta bene e non presenta alcun sintomo».

I primi cittadini dei Comuni coinvolti sono sempre a stretto contatto con i soggetti risultati positivi al Covid-19 e garantiscono che vengano adottate tutte le misure di sicurezza sanitaria e di prevenzione necessarie in questi casi. Tutte le persone contagiate che non necessitavano di ricovero in strutture ospedaliere, i familiari e gli individui entrati a stretto contatto con i soggetti positivi, sono state sottoposti all’isolamento domiciliare per 14 giorni.

Luca Pes

Lascia un commento