Il Coronavirus come la nostra Nazionale: siamo a pochi centimetri dalla vittoria, ma non ci crediamo!

 

 

di Sandro Bandu

 

Tutti noi abbiamo assistito, in quest’ultimo mese, alla splendida cavalcata delle squadra azzurra, guidata dal nostro vero fuoriclasse Roberto Mancini, ai campionati Europei vinti dalla nostra Nazionale.

Ci siamo esaltati fin dal principio, piano piano: vincendo prima a mani basse il girone di qualificazione e raggiungendo così l’obiettivo minimo che ci eravamo prefissi: arrivare agli ottavi di finale.

Molti giornalisti, opinionisti ed ex calciatori, comunque, non ponevano la squadra azzurra tra le papabili alla vittoria finale. Troppe squadre, molto più forti sulla carta, erano sicuramente meglio attrezzate e favorite: in primis la spocchiosa Francia, poi il Belgio e a seguire la Spagna, la Germania, addirittura la Croazia e soprattutto…l’Inghilterra.

Sì, l’Italia gioca bene, ha fatto bene le prime tre partite, ma ha giocato contro tre squadre non proprio fortissime” si diceva. E i nostri zitti e buoni (parafrasando la bella canzone dei Maneskin, altra sorpresa vincente della nostra derelitta Italia) e allora…ancora a pedalare.

Agli ottavi ci capita l’Austria e i nostri hanno bisogno dei tempi supplementari per andare avanti: anzi, grazie a pochi centimetri viene annullato un gol in fuorigioco ai nostri avversari: tutto questo grazie all’infernale VAR che stavolta ci è stato provvidenziale.

Il gol austriaco è annullato grazie a pochi centimetri corrispondenti al gomito dell’attaccante austriaco.

Per una serie di combinazioni adesso l’Italia se la dovrà vedere proprio con due squadre favoritissime: nei quarti di finale ci capita il Belgio del carrarmato Lukaku e del centrocampista De Bruyne, indicato come il più forte del mondo: ma i nostri non si spaventano: entrano in campo con la solita umiltà e con il coltello tra i denti, pronti a vendere cara la pelle.

Al 31° minuto del primo tempo, un ragazzo alto poco più di un metro e settanta, proveniente da una bellissima isola del Mediterraneo, azzecca un dribbling in piena area belga e insacca il primo gol dell’Italia: trattasi di Nicolò Barella di Cagliari: l’Italia è in delirio e tiene in scacco i forti avversari.

Al 44° minuto, un altro piccoletto, tal Lorenzo Insigne da Napoli, ancora più minuto del sardo Barella, si beve alcuni avversari e da fuori area lascia partire un fendente a giro, marchio della casa, che si insacca sulla sinistra dell’esterrefatto portiere belga.

Prima del finire del primo tempo, l’interista Lukaku, mette a segno un rigore, decretato, con estrema generosità, dall’arbitro Vincic.

Il secondo tempo è equilibrato, e forse l’occasione più ghiotta l’ha avuta ancora una volta Lukaku, ma il suo tiro viene respinto da Spinazzola, a pochi centimetri dalla linea di porta difesa dal nostro portiere Donnarumma: per pochi centimetri il Belgio non pareggia.

Anche la Germania e la Francia, vengono inaspettatamente eliminate.

Adesso l’Italia incomincia a sorprendere gli addetti ai lavori e a destare qualche timore tra gli avversari.

I nostri giocatori vengono inseguiti dai cronisti di tutta l’Europa, ma la risposta è sempre la stessa: “Favoriti noi per la finale? No, mancano ancora alcuni centimetri…”.

In semifinale incontriamo la Spagna, grande squadra ma che in questi europei non ha mostrato le sue enormi qualità, ma anzi è arrivata alle semifinali battendo la Svizzera solo ai rigori.

è una semifinale palpitante, la Spagna stavolta gioca da Spagna e ci mette sotto.  Al 64° della ripresa, lo spagnolo Oyarzabal ha una chance clamorosa a pochi centimetri dalla nostra porta; ma clamorosamente manca il colpo di testa decisivo. La Spagna preme e sembra che da un momento all’altro possa segnare, ma l’Italia stoicamente non cede e riesce a portare la Spagna alla lotteria dei rigori e qui siamo bravi e riusciamo a segnare 4 dei 5 rigori a disposizione mentre gli spagnoli ne sbagliano uno di più.

Incredibile: siamo in finale, ma ci aspettano i leoni d’Inghilterra, i padroni di casa.

I giornalisti incalzano i giocatori azzurri, ma le risposte sono sempre quelle: “Per vincere la finale manca ancora un centimetro…”.

Il tecnico Roberto Mancini prima della partita riunisce i propri giocatori e nell’ultima seduta tecnica pronuncerà una frase che rimarrà negli annali della storia del calcio e non solo: “Io non vi devo dire niente, sapete quello che dovete fare: siamo noi i padroni del nostro destino!”.

Sapete tutti come è andata a finire: L’Italia vince gli Europei grazie al monumentale portiere azzurro Gigio Donnarumma che bloccherà, a pochi centimetri dalla linea di porta, due tiri dei rigoristi inglesi.

A pochi centimetri…

Perché questa lunga premessa calcistica dell’entusiasmante vittoria della nostra nazionale di calcio.

Perché voglio traslare questa avvincente vittoria sportiva ad un’altra che ha poco a che fare con lo sport, quella che da un anno e mezzo stiamo combattendo contro il Coronavirus: una battaglia dove non si raccolgono i palloni dal fondo della rete, ma persone che muoiono, e sono milioni le persone che in tutto il mondo hanno perso la vita a causa del Covid-19.

Forse siamo anche qui a pochi centimetri dalla vittoria sul Coronavirus, ma non ci crediamo, non  stiamo facendo di tutto per rispettare le prescrizioni, continuiamo a cadere nello stesso errore.

La nostra Italia adesso è tutta in zona bianca, ci viene prescritto  di mantenere le distanze, di evitare gli assembramenti, di fare i vaccini, ma molti non ci sentono, in troppi non vogliono mettere in atto e rispettare queste misure: eppure, forse, mancano pochi centimetri per battere il famigerato virus del Covid-19.

Nel frattempo i contagi stanno risalendo e settembre è vicino: gli scienziati già paventano, nell’autunno prossimo, la quarta ondata.

Pensiamoci e ricordiamoci della frase di Roberto Mancini: “Io non vi devo dire niente, sapete quello che dovete fare: siamo noi i padroni del nostro destino!”.

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