L’incubo di Andrea è finito: il Covid-19 è stato sconfitto!

Andrea Tuveri è finalmente guarito dal Covid-19. Serramannese, 45 anni, sposato e padre di due bambini di 6 e 11, Andrea è un infermiere in forza all’Hospice di Cagliari.

L’incubo è iniziato il 10 aprile, quando dopo un turno di lavoro Andrea si accorge di un lieve rialzo termico: il termometro segna una temperatura corporea di 37,5° C. Niente di preoccupante, se non fosse che il giorno dopo perde il senso dell’olfatto e del gusto; sono sintomi meno comuni del famigerato coronavirus, è quindi una situazione da gestire con le dovute cautele.

Andrea viene ricoverato presso il reparto di Pneumologia dell’Ospedale SS. Trinità di Cagliari e vi rimane per ben 33 giorni. Un periodo lunghissimo, dove preoccupazioni e speranze si sono alternate in modo continuo.

Andrea Tuveri e famiglia

«La cosa che mi mancava di più è stata la mia famiglia – ci confida Andrea –, il contatto con mia moglie e i miei bambini si è interrotto bruscamente e inaspettatamente. Ma sapevo che ce l’avrei fatta, anche se di questo dannato virus non si sapeva granché; adesso abbiamo qualche conoscenza in più, ma non è ancora sufficiente per produrre un vaccino».

Come sei stato contagiato?
Purtroppo una paziente del nostro reparto dell’Hospice era positiva al Covid-19, ma era asintomatica e non sapeva di aver contratto il virus: ha contagiato me e altri due colleghi.

I tuoi primi pensieri appena hai saputo di essere positivo al coronavirus?
Mille pensieri, non sai cosa fare perché su questo virus non si hanno ancora molte certezze. Pensi alla famiglia, ai tuoi colleghi, agli amici, al tuo futuro incerto. Ma non bisogna arrendersi mai.

Come trascorrevi il tuo tempo durante la degenza?
All’inizio ero in ventilazione assistita e non potevo fare molto. I miei colleghi della Pneumologia del SS. Trinità sono stati splendidi; quando sono stato meglio ho contraccambiato dando loro una mano assistendo il mio compagno di stanza che era in condizioni un po’ più gravi delle mie.

Il tuo reparto dell’Hospice ti è stato vicino?
Sì, mi chiamavano spesso infermieri, medici e altri colleghi con i quali condivido le mie giornate di lavoro.

Poi sei stato dimesso e sei rientrato a Serramanna…
Il mio ritorno in paese è stato bellissimo, davvero commovente. Ho trovato tantissima gente ad accogliermi a casa. Un momento inaspettato che ricorderò per tutta la vita.

Sandro Bandu

L’articolo integrale sarà pubblicato sul numero di Vulcano che uscirà tra pochi giorni

 

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