“Coraline e la porta magica”: quando la scarsa mobilità fa scoprire nuovi mondi

Il film tratto dal capolavoro di Neil Gaiman stimola la fantasia senza rinunciare alle note dark

Scena "Coraline e la porta magica"

Il coronavirus e il lockdown dei mesi appena passati ha costretto tutti noi a ridimensionare i nostri spazi: abitativi, sociali e anche mentali. Anche se la situazione cambierà a partire dal 3 giugno, tuttora gli spostamenti sono consentiti solo all’interno della propria regione e rimane un forte senso di limitazione in quello che è il vissuto quotidiano. Per questa ragione, il nostro odierno consiglio cinematografico verte su una storia dall’ambientazione altrettanto apparentemente limitata, eppure capace di aprirsi verso altri mondi fantastici: si tratta di Coraline e la porta magica (2009) di Henry Selick, regista famoso per il capolavoro Nightmare Before Christmas (1993).

Il film è tratto dal capolavoro per ragazzi Coraline (2002) di Neil Gaiman, una favola dark che Selick ‒ con qualche modifica ‒ adatta al grande schermo mantenendo le atmosfere cupe senza rinunciare al brio coloristico che l’animazione sa regalare. Soprattutto se l’animazione in questione è quella in stop motion, capace di dare vita alle originali illustrazioni che Dave McKean realizzò per il libro, ammorbidendone però alcuni tratti in modo da renderli adatti alle figure plastiche protagoniste del film.

Prima tra tutte Coraline Jones, la giovanissima protagonista trasferitasi con la famiglia nell’anonima e isolata Pink Palace, una grande casa abitata da figure bizzarre che la ragazzina conoscerà nel tentativo di ammazzare la noia dovuta alla scarsa possibilità di spostamento. Poca attenzione le riservano infatti i genitori, impegnati con le ultime fasi del trasloco e coi rispettivi lavori. Il desiderio di evasione di Coraline (in lingua originale doppiata da Dakota Fanning) sembra trovare una magica valvola di sfogo grazie alla scoperta di una porta capace di portarla in un’altra dimensione. Qui si ritrova in una Pink Palace molto più colorata e briosa e soprattutto trova l’altra madre, una donna identica alla sua mamma ma che, al contrario di quest’ultima, la riempie di attenzioni. Tutte le persone che nella realtà trovava grigie e decadenti, in questa dimensione brillano di nuova vita ma presentano anche un inquietante dettaglio: al posto degli occhi, sui loro volti sono cuciti dei luccicanti bottoni. Coraline scoprirà il segreto dietro a questo mondo alternativo, tanto colorato quanto misterioso e insidioso.

Candidato agli Oscar 2010 per la categoria “Miglior film d’animazione”, il film è stato realizzato in un periodo piuttosto lungo: tre anni tra riprese e post-produzione. Ciò si deve anche alle innovative tecniche di ripresa, poiché si tratta del primo lungometraggio in stop motion a essere girato in stereoscopia con una doppia fotocamera digitale, in modo da consentire la visione in 3D. Un progresso tecnico che esalta i contenuti di un film per tutta la famiglia, capace di divertire così come di spaventare, perché il limitato spazio di Pink Palace sarà ricco di sorprese per tutti gli spettatori.

Buona Visione!

Marta Melis

 

Titolo originale: Coraline          Regista: Henry Selick

Anno: 2009         Durata: 100 min.          Pubblico: per tutti

Locandina "Coraline e la porta magica"

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