Decimomannu. Intervista al consigliere comunale Nicola Tuveri
Dal Vulcano n. 127 in distribuzione
Nicola Tuveri: “In merito all’avvicendamento operato in Giunta dalla sindaca Monica Cadeddu, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma ritengo che talvolta il silenzio sia d’oro, così come la coerenza”
a cura di Sandro Bandu
Nicola Tuveri, 53 anni, geometra, decimese doc, è sicuramente uno dei consiglieri più vicini alla sindaca Monica Cadeddu: già assessore con delega all’Urbanistica nella prima parte del mandato amministrativo, adesso con l’avvicendamento operato in Giunta dalla sindaca ha perso l’assessorato ma mantiene la delega alla “Pianificazione dell’assetto urbano”.
Consigliere Tuveri, la sindaca Cadeddu ha modificato l’assetto della Giunta: anche lei ha perso l’assessorato, anche se mantiene la delega alla “Pianificazione dell’assetto urbano”: lo ritiene un ridimensionamento?
“Assolutamente no. In merito agli avvicendamenti in Giunta gli unici depositari della verità siamo noi, e siccome se ne sono sentite di tutti i colori è bene fare chiarezza. Qualcuno ha cercato di far assumere a questi avvicendamenti i connotati del classico “rimpasto”, piuttosto che di farlo passare come il risultato di accordi preelettorali. La realtà è un’altra: detti avvicendamenti derivano da una mia proposta buttata sul tavolo della maggioranza nei momenti immediatamente successivi alla nomina della Giunta”.
Come mai questa sua proposta?
“Mi sono approcciato al progetto mosso da puro senso civico, non di certo mosso da sentimenti riconducibili ad avidità o necessità di visibilità, e con la consapevolezza di far parte di un gruppo dove tutti avrebbero dovuto fare la propria parte. Pertanto ho ritenuto giusto che anche qualcun’altro potesse fare l’esperienza in Giunta”.
Eppure l’impressione è che non tutti i dimissionari siano sereni come lei in merito “all’avvicendamento”.
“Ho visto, io pensavo, ritenendo probabilmente nobile la mia proposta, che anche qualcun altro si accodasse di buon grado. Per quello che è stato l’epilogo, ahimè, devo ricredermi, in qualche caso la disponibilità mostrata probabilmente non era sincera, ma non giudico, ho piena consapevolezza del concetto di libertà. L’unica cosa che mi lascia l’amaro in bocca sono i tentativi di giustificare l’uscita dalla Giunta adducendo motivazioni che contrastano con l’operato stesso della persona interessata nei due anni e mezzo di Giunta, prova ne è il fatto che sui social, la persona interessata oggi molto attiva, è stata a più riprese punzecchiata facendogli notare che pare più attento oggi rispetto a quando sedeva al tavolo della Giunta. Ribadisco, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma ritengo che talvolta il silenzio sia d’oro, così come la coerenza”.
Lei non fa nomi ma immaginiamo di chi sta parlando
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