Decimomannu. Santa Greca patrimonio dell’UNESCO? Il Consiglio comunale condivide la proposta del consigliere di minoranza Martino Deidda
di Martino Deidda
La festa di Santa Greca è tante cose: è il ricordare, per tre volte all’anno, una giovane martire come fosse una persona di famiglia, è lo stare insieme tra persone care: è un momento in cui il tempo sembra sospeso e segue il ritmo della festa.
É l’occasione di divertimento tra amici e di svago tra giochi, spettacoli, bancarelle.
É il periodo in cui gli obrieri lasciano temporaneamente le loro famiglie per stare accanto alla Santa, all’interno di una chiesa del 1700 che racchiude un piccolo tesoro del romanico sardo.
É una melodia dei goccius differente da quella tradizionale utilizzata in tutta la Sardegna.
É uno scrigno delle feste tradizionali sarde.
É una liturgia unica compresa tra un incontro e una separazione che, ciclicamente, rinnovano un sentimento di devozione e affetto.
É un elemento fondante della nostra identità di decimesi: è l’orgoglio con cui cantiamo “Deximu, fortunada patria de tanti Eroina”.
Tutto questo è Santa Greca e rappresenta un patrimonio da preservare e tramandare: siamo sicuri che tutta la Comunità saprà accogliere, come già fatto dall’Amministrazione comunale, la nostra proposta di unirci per salvaguardare la festa di Santa Greca, la nostra festa, e candidarla come patrimonio immateriale dell’UNESCO.




