Decimoputzu. “Il giorno della Memoria. Documenti e testimonianze in Sardegna e nel territorio”. Martedì 27 gennaio 2026 – ore 17,15 presso il Centro Socio Culturale

Università del Territorio – Decimoputzu

 

Martedì 27 gennaio 2026 – ore 17,15

presso il Centro Socio Culturale in Decimoputzu si terrà l’iniziativa culturale, dal titolo:

 

“Il giorno della Memoria.

Documenti e testimonianze in Sardegna e nel territorio”.

 

Relatore: Stefano Basciu

 

 

Il Giorno della Memoria è stato istituito dalle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto con risoluzione del 1° novembre 2005. Si è scelto il 27 gennaio perché in quel giorno, nel 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista.

L’Italia ha istituito ufficialmente il Giorno della Memoria (ben cinque anni prima dell’ONU) con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, che all’art. 1 recita: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Il termine ebraico Shoah (“tempesta devastante”) indica lo sterminio sistematico di circa 6 milioni di ebrei. Insieme a loro, furono perseguitati e uccisi rom, sinti, disabili, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici.

Le leggi razziali furono emanate in Italia dal regime fascista con Legge 17 novembre 1938 n. 1728 “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”, precedute da “Il Manifesto della Razza” (firmato da 10 scienziati) che rappresentò la base “pseudoscientifica del provvedimento.

Anche in Sardegna l’applicazione delle leggi razziali fasciste ebbe effetti immediati. Diversi docenti e studenti dell’Università di Cagliari e di Sassari furono espulsi dagli atenei perché ebrei, vedendo le loro carriere e vite private distrutte da un giorno all’altro. Sebbene la Sardegna non sia stata teatro di rastrellamenti di massa come il Nord Italia, circa 270 sardi furono deportati nei campi di sterminio nazisti.

Nella lotta al fascismo particolare rilevanza ebbero gli IMI (Internati Militari Italiani). Oltre 700.000 soldati italiani, di cui 12.000 sardi, dopo l’8 settembre e con l’esercito allo sbando, furono catturati dai tedeschi e deportati nei Lager del Reich. La maggior parte dei militari dell’esercito italiano scelse il lager ed il lavoro schiavo pur di non combattere a fianco dei nazi-fascisti in cambio della libertà.

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Le loro storie sono state a lungo dimenticate, ma rappresentano una forma di “resistenza senz’armi” ed il primo “plebiscito” dell’antifascismo in Italia, un plebiscito di dignità pagato con il lavoro forzato, con l’umiliazione morale e materiale nei lager tedeschi. Gli IMI ebbero un ruolo fondamentale in quel particolare momento storico, il cui valore solo di recente è stato finalmente riconosciuta, unitamente a quello delle formazioni partigiane che hanno partecipato alla Resistenza ed alla lotta di liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.

Verranno infine ricordate in forma sintetica le storie di un gruppo di giovani soldati putzesi, classe 1920, che vissero il dramma della guerra dal 1940 al 1945, alcuni non fecero mai ritorno, altri rientrarono e seppure profondamente segnati dalla prigionia riuscirono a dimenticare in fretta le sofferenze subite e seppero riprendersi la loro vita nella comunità putzese.

Anche ad essi, nel Giorno della Memoria, essendo “essendo italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte…..” vogliamo dedicare un caro ricordo, non solo per onorare la loro sofferenza, ma anche per stimolare le istituzioni e la nostra comunità a una riflessione profonda sui valori della libertà e della memoria attiva.

 

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